TAPPA 4 corso Raimondo – Zampillo

Tappa 4

Corso Raimondo – Zampillo

L’uomo che sa a memoria com’è fatta Zora, la notte quando non può dormire immagina di camminare per le sue vie e ricorda l’ordine in cui si succedono l’orologio di rame, la tenda a strisce del barbiere, lo zampillo dai nove schizzi, […] la traversa che va al porto. (Le città invisibili)

Zampillo. Biblioteca civica di Sanremo.

Lo «Zampillo» evocato nella città di Zora non può non richiamare la celebre fontana posta tra via Roma e corso Raimondo, da anni ormai il simbolo stesso di Sanremo, immortalato nei celebri scatti delle maggiori manifestazioni che interessano la città, dal Festival della Canzone Italiana alla corsa ciclistica Milano-Sanremo.
Italo Calvino ha elaborato una profonda riflessione sul concetto di città, collocando le sue Città invisibili in una dimensione spazio-temporale astratta e fantastica. Eppure, «il paesaggio natale e familiare non si può respingere o nascondere». Nonostante il carattere fittizio di queste città, fu lo stesso autore a dichiarare:

San Remo […] è soprattutto presente in molte delle Città invisibili. Naturalmente parlo di Sanremo qual era […] quando ero bambino. Ogni indagine non può che partire da quel nucleo da cui si sviluppano l’immaginazione, la psicologia, il linguaggio; questa persistenza è in me forte quanto era stata forte in gioventù la spinta centripeta la quale presto si rivelò senza ritorno, perché rapidamente i luoghi hanno cessato di esistere. (intervista di Maria Corti, 1983)


Una città speciale, dunque, odiata e amata, spesso usata da Calvino per parlare di tante altre innumerevoli città, nessuna uguale a un’altra ma ciascuna con qualche reminiscenza dei luoghi familiari all’autore che con il tempo si sono trasformati o sono addirittura scomparsi. Ecco che possiamo provare a riconoscere ancora oggi «scorci e prospettive» di Sanremo in alcune di queste città fantastiche che appaiono talvolta come un’unica grande «città continua», come dichiarò l’autore stesso a proposito della sua vita nella città di Parigi.

Italo Calvino, un uomo invisibile. Parigi 1974. Televisione della Svizzera italiana.

La fontana, all’origine, era ben diversa da quella che si vede oggi, come del resto era ben altra anche la sua funzione originaria. I lavori del nuovo acquedotto, capolavoro di ingegneria idraulica, inaugurato il 12 marzo 1885 grazie al sindaco Bartolomeo Asquasciati e all’ingegnere Giovanni Marsaglia (cfr. tappa 33), fu il primo passo affinché l’approvvigionamento idrico di acqua potabile per tutta la popolazione di Sanremo divenisse reale.

Lapide alla base della fontana oggi. Fotografia di Simona Paoli.

La nuova conduttura sgorgò, o meglio “zampillò”, proprio dove venne costruita la fontana: da qui il nome. Quando col tempo la sua primaria funzione venne a mancare, la fontana rimase come abbellimento urbano, finché nell’ultimo dopoguerra, mantenendo l’aiuola verde, fu realizzata la fontana luminosa all’interno della vasca a forma di conchiglia che ancora vediamo. Il nome della città di Sanremo alle spalle della fontana fu aggiunto solo successivamente.

✏️Simona Paoli

🚶🏻Retrocedere di qualche metro sulla via ciclo-pedonale e prendere una delle traverse sulla destra verso il mare (occorre retrocedere di qualche metro in più per non trovare gradini da scendere). Arrivati su corso Trento e Trieste, procedere in direzione ponente.

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