Villa Nobel: la villa padronale di Alfred Nobel


La storia di Villa Nobel inizia alla fine del 1870  quando il farmacista Pietro Vacchieri acquistò alcuni appezzamenti di terreno dove fece costruire un’elegante palazzina su progetto di Filippo Grossi.

La villa era costituita in origine da due piani verso strada e tre verso il giardino e presentava porte e finestre fittamente decorate e una torretta tanto  ricoperta da pietruzze da essere definita “un croccante”.

La villa era considerata bizzarra data la miscela di  elementi vagamente moreschi, nello  stile  definito “eclettico” e fu dagli osservatori del tempo definita la  villa più “coquette” della città.

Già nel 1874 la proprietà fu ceduta al Cavalier Lazzaro Patrone e comprendeva la Villa  completamente arredata,  un piccola casa attigua in tronchi e muratura (oggi demolita) ed il giardino circostante ricco di piante esotiche. Alla morte di Patrone la villa fu venduta dagli eredi nel 1891 allo scienziato svedese Alfred Nobel che ne affidò una parziale ristrutturazione all’Architetto Pio Soli

Villa Nobel

Il corpo centrale di Villa Nobel fu rialzato di un piano e terminato con mansarde e un tetto in ardesia a scaglie di pesce, mentre il motivo ornamentale della  torretta fu ripreso dalle decorazioni del nuovo piano sopraelevato. L’insieme risultò così ancora più stravagante per i contemporanei ma anche l’interno era inconsueto, improntato al nuovo gusto coloniale ed esotico: vimini, bambù, statue e vasi cinesi.

Per quanto riguarda l’esterno di Villa Nobel il nuovo proprietario ottenne il permesso dal Comune di costruire un pontile di ferro che si protendeva per oltre 30 metri nel mare e che serviva per esperimenti balistici. A questo proposito è cronaca ricordare che l’Avv. Rossi proprietario della confinante Villa Miraflores, protestò tanto per il rumore che alla fine Nobel fu costretto ad acquistare la sua intera proprietà annettendola alla propria. 

Per ingentilire l’impatto visivo sul  paesaggio però, fece costruire sul mare un Padiglione neoclassico a colonne presso il quale vi era la statua di una “tuffolina” cioè una fanciulla in atto di tuffarsi. Nel parco sorse anche un capannone-laboratorio per gli esperimenti in cui lavorarono diversi suoi assistenti  tra cui il chimico svedese Ragnar Sohlman che divenne poi l’esecutore testamentario di Nobel. Dominante era comunque la vegetazione rigogliosa segnalata dalle guide dell’epoca per la rarità di piante come banani e ananas che giungevano spontaneamente alla maturazione

Alfred Nobel nato a Stoccolma nel 1873 era un famoso chimico che doveva la sua fortuna alla scoperta della dinamite e di altri esplosivi che produceva in numerose fabbriche disseminate in Europa. Nobel, che si era allontanato dal laboratorio di Parigi  per incomprensioni con il governo francese, dopo aver conosciuto l’Ingegnere Giovanni Marsaglia durante il traforo del San Gottardo, scelse Sanremo come sua nuova dimora.

Qui nella nuova abitazione, personalmente arredata e chiamata “Mio nido” visse fino al 10 dicembre 1869 giorno della sua morte, circondato da un alone di mistero e timore a causa della leggendaria ricchezza e e dell’ l’estrema riservatezza che  ne facevano per il popolo  un personaggio mitico.

Durante il periodo sanremese lavorò soprattutto a nuovi progetti tanto che alla sua morte lasciò 355 brevetti  che costituirono il nucleo centrale della Fondazione che assegna ogni anno i premi Nobel.

Nel 1923 Villa Nobel fu venduta a Giovan Battista Parodi i cui eredi nel 1969 la cedettero alla pubblica amministrazione che dopo un restauro vi ha aperto l’omonimo museo.

Fonte: in collaborazione con il Liceo Cassini di Sanremo

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