Villa Angerer: il liberty floreale a Sanremo


Villa Angerer e l’annesso giardino, un vero gioiello architettonico a pochi passi dal Casinò, inseriti dal FAI nel Censimento nazionale dei Luoghi del Cuore. L’edificio è un trionfo di decorazioni Liberty curate nei minimi particolari.

Villa Angerer, ex Villa Feraldi, nel 1882 fu acquistata, per un soggiorno invernale, dall’austriaco Leopold Angerer, avvocato di Innsbruck, uomo facoltoso ed eclettico: scienziato, bibliofilo, amante dei viaggi.

Angerer iniziò dei lavori che portarono a modificare l’aspetto originario  della villa costruendo un edificio che  su una falsariga rinascimentale di base, divenne  uno splendido esempio dello stile Liberty, il cui pregio e fascino sono proporzionali alla finezza degli apparati decorativi: vetrate, rivestimenti ceramici, ferri e smalti  che compongono in  una profusione di colore un insieme  improntato al floreale.

Villa Angerer. Photo Credit Stefania Scarpa

Fu aggiunto un piano per la biblioteca, furono chiusi i terrazzi dai bow-windows con le vetrate floreali, vennero aggiunte le decorazioni in stucco e maiolica e le ringhiere a forma di animale, i comignoli in terracotta con dragoni e fiori. 

Dopo anni di abbandono, saccheggio e degrado è stata restituita una parziale dignità a questo luogo attraverso dei lavori che hanno comportato il recupero del giardino e la messa in sicurezza della grotta di accesso. La villa è stata quindi parzialmente ristrutturata dopo anni di abbandono, durante i quali la struttura ha subito numerosi danni  strutturali.

Ad esempio durante la guerra, le decorazioni in ferro delle recinzioni furono rimosse e fuse per scopi bellici e purtroppo un vaso decorativo all’entrata della villa invece  distrutto da un camion della ditta di  ristrutturazione che lo urtò per sbaglio.

IL GIARDINO 

Le aree tematiche del parco sono due: la prima, di fronte al Casinò, in cui si trovano piante grasse, palme e succulente dell’America centrale, tra cui spiccano, in modo particolare, due monumentali nolina recurvata; la seconda zona, che comprende tutta la restante parte, riproduce un’ambientazione subtropicale con piante esotiche dei cinque continenti, alcune anche dell’area caldo-umida, in cui primeggiano le cicadacee.

Photo Credit: Stefania Scarpa

Tra le numerose specie botaniche rare e monumentali sono presenti due “grotte”: la grotta degli specchi e la grotta del drago.

La prima era una piccola grotticella sulle cui pareti degli specchi davano l’illusione di uno spazio maggiore. Al suo interno un getto d’acqua, partendo da una statua, fuoriusciva andando così a formare un piccolo laghetto. Adesso purtroppo, dopo anni di degrado, della statua all’interno della grotta sono rimasti solamente i piedi.

La grotta del drago, invece, si trova al termine del muro di cinta ed è in finto stile orientaleggiante, con pareti in finta roccia e un cancello in ferro a tutto tondo, che imita un intreccio di rami e corde. All’interno si trova la statua di un drago bonario, che dà il nome alla grotta stessa.

Nel giardino della villa si trovava inoltre una serra sperimentale, ora distrutta, nella quale operò anche il famoso botanico, Mario Calvino, padre dello scrittore Italo Calvino.

Si conserva ancora invece una torretta costruita con i mattoni che Angerer riportava dai luoghi visitati nei suoi viaggi con  incisa la loro provenienza.

Dopo i lavori del 2014 l’interno delle grotte e la passeggiata lungo il muro di Via Asquasciati sono stati ripuliti e messi in sicurezza. 

Il cuore del giardino è rappresentato dalla presenza di una pianta rarissima e antichissima la cui presenza in natura è stimata in poco meno di cento esemplari.: la Wollemia Nobilis. La Wollemia, di cui esistono fossili risalenti a  90 milioni di anni fa e che si credeva estinta da due milioni di anni, è riconosciuta come un fossile vivente per le sue caratteristiche genetiche immutate: reperti fossili del periodo Giurassico riproducono infatti rametti e foglie sovrapponibili alle piante di oggi.

Per sottolineare l’antichità di questa pianta, circondata da una recinzione protettiva, sono state inserite nell’ambiente alcune rappresentazioni grafiche di animali preistorici, per creare una simbologia didattica tra evoluzione del mondo animale e quello vegetale e comprendere le grandi trasformazioni che ne hanno accompagnato il processo evolutivo. 

Fonte: in collaborazione con il Liceo Cassini di Sanremo

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