Il ritorno di Patty Pravo al Festival di Sanremo 2026 è l’evento che ferma il tempo. Non è solo la sua decima partecipazione (undicesima, se contiamo il ritiro del 1990); è il ritorno di un’architetta del gusto, di una donna che ha trasformato la sua esistenza in un manifesto politico e artistico. Il brano “Opera“ si preannuncia come il vertice di un percorso iniziato tra le nebbie di Venezia e i neon del Piper Club.

La Ragazza del Piper e la rottura degli schemi
Nicoletta Strambelli è stata la prima a portare il concetto di “performance totale” in Italia. Negli anni ’60, mentre le colleghe cantavano l’amore domestico, lei interpretava brani di Sonny & Cher e P.P. Arnold, parlava di aborto e divorzio, e si presentava in smoking maschile. Il successo di “La Bambola” (40 milioni di copie nel mondo) fu per lei quasi una condanna: Patty odiava lo stereotipo della donna-oggetto dipendente dall’uomo e passò i decenni successivi a distruggere quell’immagine.
Gli anni della sperimentazione: Dalla Cina all’avanguardia Rock
Pochi ricordano che Patty Pravo è stata la prima artista italiana a esibirsi in Cina nel 1994, cantando in pechinese per un pubblico di un miliardo e trecento milioni di persone. L’album Ideogrammi è ancora oggi un unicum nella discografia italiana. Prima ancora, negli anni ’80, aveva esplorato il rock elettronico e il funky con album come Biafra e Munich Album, spesso incompresi da una critica troppo abituata alla melodia rassicurante.
Una vita sentimentale oltre la legge
La vita privata di Patty Pravo è stata un campo di battaglia per la libertà individuale.
- Il caso Pooh: La relazione con Riccardo Fogli tra il 1972 e il 1974 segnò una delle rotture più clamorose della musica italiana. I due si sposarono simbolicamente a Gretna Green, in Scozia, nel 1973, anticipando i tempi della globalizzazione sentimentale.
- Le accuse di Bigamia: Il matrimonio a San Francisco con il chitarrista Jack Johnson (1982) la portò al centro di un caso giudiziario in Italia. Non avendo ancora ottenuto il divorzio da Franco Baldieri, Patty venne accusata di bigamia. Lei rispose con la solita eleganza, continuando a vivere la sua vita tra Roma e gli Stati Uniti, frequentando figure come Paul Jeffery e Paul Martinez.
- L’intesa con il Blasco: Nel 1984, un flirt con Vasco Rossi gettò le basi per una delle collaborazioni più iconiche della storia: “…e dimmi che non vuoi morire” (1997), il brano che la riportò in cima alle classifiche e nel cuore delle nuove generazioni.
La caduta e il trionfo: Il caso “Pigramente signora” e Rebibbia
Sanremo non è sempre stato rose e fiori per lei. Nel 1987, il brano “Pigramente signora” fu accusato di essere un plagio di Dan Fogelberg. Patty, dichiaratasi estranea alla composizione, vide il suo contratto con la Virgin annullato. Seguirono anni di silenzio, interrotti dal clamoroso arresto del 1992 per possesso di hashish. Patty passò tre giorni a Rebibbia, ma la sua uscita dal carcere fu un trionfo: le detenute la salutarono cantando “Ragazzo triste”, trasformando un momento di difficoltà in un atto di pura devozione popolare.
Sanremo 2026: Cosa aspettarsi da “Opera”
A 77 anni, dopo aver donato i suoi abiti di Versace a Palazzo Pitti e aver registrato sold out incredibili nel 2025 (come la data di Livorno davanti a 30.000 persone), Patty torna con “Opera”. Il brano, prodotto da Taketo Gohara (già al lavoro con Vinicio Capossela e i Baustelle), promette di unire la profondità della sua timbrica bassa con arrangiamenti moderni e cinematografici. È il capitolo finale (o forse l’ennesimo inizio) di una donna che non ha mai avuto paura di dire: “Io so amare così”.
5 Curiosità che non sapevi su Patty Pravo
- Il rifiuto di Hollywood e dell’Arte: Patty ha detto “no” a due colossi: Federico Fellini, che la voleva nel suo Casanova, e Andy Warhol, che andò personalmente a casa sua a Roma per proporle un film. Lei preferì restare fedele alla sua musica.
- La prima pop star su Radio Vaticana: “Ragazzo triste” detiene un record assoluto: fu la prima canzone leggera trasmessa dall’emittente del Papa, nonostante la censura RAI avesse costretto a cambiare un verso del testo giudicato troppo “contestatario”.
- Madrina del Carnevale col peso di Versace: Nel 1994, per l’inaugurazione del Carnevale di Venezia, indossò un abito di Gianni Versace largo 2 metri e pesante decine di chili, richiedendo uno sforzo fisico sovrumano per muoversi.
- Il Testamento artistico di Califano: Franco Califano, poco prima di morire, lasciò a Patty Pravo una canzone inedita, “Io so amare così”, considerandola l’unica interprete degna di ereditare il suo pensiero artistico.
- Dante Alighieri e il nome d’arte: Molti pensano che Patty Pravo sia un nome puramente pop. In realtà, il cognome “Pravo” fu scelto da Nicoletta citando l’Inferno di Dante (“guai a voi anime prave”), a sottolineare la sua natura ribelle e “malvagia” rispetto alle regole sociali.