Il ritorno di Francesco Renga al Festival di Sanremo 2026 con il brano “Il meglio di me” rappresenta uno dei momenti più attesi per gli amanti della grande vocalità italiana. Nato a Udine ma bresciano d’adozione, Renga porta con sé un bagaglio artistico immenso: nove album in studio, vittorie iconiche e una capacità rara di far vibrare le corde dell’anima attraverso un timbro che non ha eguali.

Dal Rock dei Timoria alla solitudine creativa
La carriera di Renga affonda le radici nel rock alternativo degli anni ’80. Con i Timoria, Francesco ha vissuto la stagione d’oro del rock italiano, culminata nel capolavoro Viaggio senza vento (1993). Erano anni di sperimentazione, in cui il suo talento vocale già sovrastava le chitarre distorte di Omar Pedrini. Tuttavia, i dissapori interni e la voglia di esplorare nuovi orizzonti portarono a una separazione dolorosa ma necessaria nel 1998. Da quel momento, Francesco ha scelto di non entrare mai più in una band (rifiutando persino i rumors che lo volevano come sostituto di Piero Pelù nei Litfiba), preferendo la libertà della carriera solista.
Il trionfo all’Ariston e la dedica più dolce
Il 2005 resta l’anno d’oro: con “Angelo”, Renga vince il 55º Festival di Sanremo. Una canzone nata dall’urgenza della paternità (dedicata alla primogenita Jolanda, avuta da Ambra Angiolini) che ha saputo toccare il cuore di milioni di italiani. Da lì in poi, la sua carriera è stata una successione di successi: da “Ferro e cartone” a “Tempo reale”, disco che ha segnato una svolta più contemporanea grazie alla collaborazione con Elisa in “Vivendo adesso” e al triplo platino de “Il mio giorno più bello nel mondo”.
Evoluzione e Collaborazioni: Il “Power Trio” e oltre
Negli ultimi anni, Renga ha dimostrato una grande versatilità. Ha saputo mettersi in gioco in programmi TV come All Together Now e Amici, ma soprattutto ha creato sodalizi storici. Il tour con Nek e Max Pezzali prima, e il progetto in duo con Nek poi (culminato a Sanremo 2024), hanno mostrato un artista capace di condividere il palco con generosità, senza mai perdere la propria identità.
Sanremo 2026: “Il meglio di me”
A Sanremo 2026, Francesco torna solista. Il brano “Il meglio di me” promette di essere una ballata potente, dove l’orchestra esalta le sue doti di interprete. È una canzone che guarda avanti senza dimenticare il passato, una riflessione matura su cosa significhi dare tutto se stessi dopo quarant’anni di musica.
5 Curiosità che non sapevi su Francesco Renga
- Il provino mancato per la Guardia di Finanza: Sotto la spinta del padre Salvatorico, maresciallo della Finanza, Francesco superò il concorso per entrare in Accademia. All’ultimo momento, però, scelse di seguire la sua vera vocazione, iscrivendosi a Economia e poi allo IED, prima di abbandonare tutto per la musica.
- Il nome “Jolanda”: Il nome della sua prima figlia non è casuale. È un omaggio alla madre Jolanda, scomparsa prematuramente nel 1987 a causa di un mieloma. Questo lutto ha segnato profondamente la sensibilità dell’artista e la sua scrittura.
- Il “no” ai Litfiba: Quando Piero Pelù lasciò i Litfiba nel 1999, Renga era il candidato numero uno per sostituirlo. Nonostante le insistenze dei media, Francesco dichiarò: “Dopo il divorzio dai Timoria, di tutto ho voglia tranne che rientrare in un gruppo”. Una scelta di indipendenza che ha mantenuto per tutta la carriera solista.
- Il debutto dei Timoria… grazie al fratello: Inizialmente il ruolo di cantante nei Timoria fu proposto a suo fratello maggiore Stefano. Fu proprio Stefano, già sotto contratto con la Sony, a suggerire a Omar Pedrini di prendere al suo posto il “piccolo” Francesco.
- Il legame con la Sardegna: Sebbene sia nato a Udine e cresciuto a Brescia, Francesco è legatissimo alle sue origini sarde (il padre era di Tula, in provincia di Sassari). Questo legame è emerso spesso nelle sue collaborazioni, come quella con i Tazenda nel brano “Madre terra”.