26 Febbraio 2026

Dargen D’Amico a Sanremo 2026: L’ironia tagliente e il grido d’allarme di “Ai Ai”

Un artista che ha reso gli occhiali da sole un’estensione della propria anima e le parole un labirinto di specchi: Jacopo D’Amico, per tutti Dargen. Se il rap italiano ha un filosofo, un paroliere visionario e un funambolo del linguaggio, quello è sicuramente lui. Ma non chiamatelo solo rapper: Dargen è un genere musicale a sé stante, un mix che lui stesso definisce “cantautorap”.

Dalle Sacre Scuole a X Factor: la storia di un visionario

Tutto comincia a Milano, tra le sfide di freestyle come “Corvo D’Argento”. Insieme a Gué Pequeno e Jake La Furia fonda le Sacre Scuole, un pilastro dell’hip-hop italiano. Quando le strade si dividono, Dargen sceglie la via sperimentale e solitaria, fondando l’etichetta Giada Mesi e pubblicando lavori di rottura come “Musica senza musicisti”.

La sua discografia è un viaggio che mangia pane e Battiato, venera Lucio Dalla e mastica l’ironia di Enzo Jannacci. Questa miscela esplosiva lo ha portato a scrivere per i più grandi della musica italiana, diventando uno degli autori più certificati della storia del Festival. Il grande pubblico lo ha consacrato nel 2022 con “Dove si balla” e amato come giudice a X Factor, ma Jacopo non ha mai smesso di usare il palco per lanciare messaggi potenti, come dimostrato nel 2024 con il brano sui migranti “Onda alta”.

“Ai Ai”: Quando l’Intelligenza Artificiale fa male

Ed eccoci al 2026. Dargen torna tra i Big con un titolo che è già un programma: “Ai Ai”. Fedele alla sua matrice sociale, il rapper milanese ha deciso di affrontare il fenomeno del momento: l’Intelligenza Artificiale.

Il brano gioca su un doppio senso geniale, accostando la sigla inglese “AI” all’interiezione di dolore “Ahi”. È un elenco dei tranelli che un mezzo così potente può tendere se mal gestito:

  • La difesa della creatività: L’assunto principale è la necessità di salvare l’inventiva umana, evitando di abusare delle macchine per ogni cosa.
  • Un dolore cronico: Come dichiarato a TV Sorrisi e Canzoni, l’esclamazione “Ai Ai” rappresenta un dolore che, se ignorato, rischia di diventare cronico. “Vogliamo davvero che la creatività sia appannaggio delle macchine?”, si chiede l’artista.
  • Messaggio politico e poetico: Dargen usa la sua penna sagace per ricordarci che la tecnologia deve essere uno strumento, non il sostituto dell’anima.