28 Febbraio 2026

Fedez e Marco Masini a Sanremo 2026: L’alleanza degli “Irregolari” in “Male Necessario”

Cosa succede quando il rapper più discusso d’Italia e il cantautore che ha dato voce alla rabbia esistenziale degli anni ’90 incrociano i propri destini? Sanremo 2026 mette in scena un sodalizio che sulla carta sfida ogni logica, ma che nella musica trova una coerenza ferocissima: Fedez e Marco Masini. Due artisti che hanno fatto della verità — spesso scomoda, cruda e divisiva — il proprio marchio di fabbrica.

Due storie di “rottura” e rinascite

Da una parte Federico Lucia, partito dai mixtape autoprodotti in periferia per costruire un impero mediatico. La sua cronaca è fatta di hit da capogiro come “Pop-Hoolista” e “Mille”, ma anche di battaglie pubbliche, denunce e una vita privata costantemente passata al microscopio. Fedez è l’artista che non sa e non vuole stare in silenzio, trasformando il palco in un megafono sociale.

Dall’altra Marco Masini, l’uomo che ha sdoganato il disagio nelle classifiche con brani come “Disperato” e “Vaffanculo”. Marco ha conosciuto l’abisso di un’assurda etichetta di “portasfortuna” che tentò di emarginarlo, ma è sempre tornato più forte, confermandosi come uno dei pianisti e autori più solidi della nostra musica. Entrambi hanno subito processi mediatici per i loro testi; entrambi sono “personaggi difficili” per il sistema, ma viscerali per il pubblico.

“Male Necessario”: Il manuale per attraversare il dolore

Oggi uniscono le forze per “Male Necessario”, un brano che suona come un manifesto biografico. Dopo un 2025 turbolento per Fedez — tra divorzio e inchieste — e la solidità ritrovata di Masini, la canzone esplora la gestione del dolore non come condanna, ma come tappa obbligata per riconoscere la felicità.

Il testo è un mosaico di vulnerabilità e forza:

  • La solitudine della stanza d’hotel: Il brano racconta il momento in cui si tocca il fondo, ma si decide di smettere di scappare dalle proprie responsabilità.
  • La lezione sulla paternità: Un passaggio destinato a far discutere recita: «Ogni padre inizia come fosse un Dio, ma poi finisce che diventa un alibi». È un monito ai figli sui “mostri” reali, che non vivono sotto il letto ma nell’ipocrisia dei giudizi spietati della gente.
  • Le cicatrici come bussola: La canzone è un mantra per non perdere la speranza durante le tempeste, trasformando le ferite in opportunità di crescita.

Oltre il Festival: Il viaggio continua

Vedere Fedez accanto al pianoforte di Masini è l’evento crossover dell’anno. Per Masini, questa nuova consapevolezza sfocerà nell’album “Perfetto imperfetto” e in un tour nei palazzetti previsto per l’autunno 2026.


🎤 Dal vivo: Le parole di Fedez e Masini in conferenza

Fedez:Sono felice del fatto che il tema della canzone sia arrivato al pubblico e questa è la cosa che più ci soddisfa al di là dei numeri. E’ il mio terzo anno e sono felice di sentire un’evoluzione in me stesso

Marco Mașini:il nostro lavoro è iniziato un anno fa quando Federico mi chiamato inaspettatamente per fare Bella stronza la serata nelle cover. Lavorando fin da subito con lui mi sono reso subito conto che la musica può cambiare e che anche ciò che era stato scritto prima può evolvere