Il ritorno di Serena Brancale al Festival di Sanremo 2026 con « Qui con me » segna l’apice di un percorso artistico iniziato con lo studio del violino e culminato con il riconoscimento come una delle voci più potenti e versatili d’Europa. La « ragazza di Bari » che faceva « Galleggiare » l’Ariston nel 2015 è diventata oggi una musicista totale, capace di vincere il premio Powerhouse ai Billboard Italia Women in Music.

Tra Jazz, Soul e Cinema: Una formazione poliedrica
La storia di Serena è fatta di sfumature. Diplomata in grafica pubblicitaria e in canto jazz, ha sempre rifiutato le etichette. Pochi ricordano che a soli 14 anni recitava per Alessandro Piva nel film Mio cognato, ma è tra i banchi del Conservatorio che ha forgiato quel timbro soul che oggi la rende unica. Nonostante uno « scarto » a X Factor nel 2009 (una di quelle sviste che la storia della musica non dimentica), Serena ha costruito la sua credibilità dal basso, fondando il suo quartetto e calcando i palchi più prestigiosi del jazz italiano.
La consacrazione: Da « Baccalà » a Quincy Jones
La carriera di Serena Brancale è esplosa definitivamente quando ha deciso di mescolare le sue radici pugliesi con il funk e il neo-soul. L’album Je sò accussì (2022) ha attirato l’attenzione di icone mondiali come Richard Bona e soprattutto di Quincy Jones, che ha espresso pubblicamente il suo apprezzamento per la produzione della cantante barese.
Nel 2024, il singolo « Baccalà » è diventato un caso studio: come trasformare un brano in dialetto stretto, basato su tecnica di finger drumming ed elettronica, in un successo virale da milioni di visualizzazioni? Serena ci è riuscita, portando freschezza e ironia in un panorama musicale spesso troppo ingessato.
Il successo del 2025: « Anema e core » e Alessandra Amoroso
L’ultima partecipazione sanremese con « Anema e core » è stata un trionfo: decima posizione in classifica, disco di platino e una critica unanime nel lodare l’omaggio a Pino Daniele filtrato attraverso la lente barese. Il 2025 è stato anche l’anno del sodalizio con Alessandra Amoroso: il loro duetto « Serenata » è stato uno dei brani più ascoltati dell’anno, certificando Serena come una realtà fondamentale del pop-soul italiano.
Sanremo 2026: « Qui con me »
A Sanremo 2026, Serena Brancale porta « Qui con me ». Il brano si preannuncia come un’evoluzione del suo sound: meno dialetto, forse, ma ancora più groove. È una canzone che parla di presenza, di legami viscerali e di musica intesa come rifugio. Con la sua capacità di polistrumentista, Serena è pronta a regalare una performance che non si limiterà al solo canto, ma che sarà una vera e propria « Opera » (per citare la collega Patty Pravo) di architettura sonora.
5 Curiosità che non sapevi su Serena Brancale
- La « benedizione » del Re del Pop: Quincy Jones non si è limitato a un commento distratto. In un video introduttivo per una sua cover di Pino Daniele, il leggendario produttore di Thriller ha lodato apertamente il gusto e la tecnica di Serena, definendola un talento raro nel panorama internazionale.
- Attrice a 14 anni: Prima di essere una star della musica, Serena è stata una piccola stella del cinema. Nel 2003 ha recitato nel film Mio cognato accanto a Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio, dimostrando fin da subito una presenza scenica fuori dal comune.
- Insegnante d’eccellenza: Nonostante gli impegni da popstar, Serena non ha mai abbandonato la didattica. È docente presso il prestigioso Saint Louis College of Music di Roma, dove insegna composizione, arrangiamento e canto pop alle nuove generazioni.
- Scartata dai talent, amata dai colleghi: Dopo il rifiuto a X Factor nel 2009, Serena è diventata la « madrina » dei duetti di qualità. Ha collaborato con Willie Peyote, Clementino, Ghemon, Margherita Vicario e Fabrizio Bosso, diventando il punto di riferimento per chi cerca un suono « black » in Italia.
Il mistero del « Baccalà »: Il brano che l’ha resa virale nel 2024 è nato quasi per gioco in studio, sperimentando con una drum machine e il dialetto barese. Serena voleva dimostrare che il jazz può essere divertente e che la lingua del Sud ha una musicalità perfetta per l’elettronica moderna.