C’è una nuova brezza che soffia su Genova, e non sa solo di sale. Sa di spezie, di street rap e di una fratellanza che attraversa il Mediterraneo. Sayf, all’anagrafe Adam Viacava, è l’uomo del momento. Il salto dai vicoli al palco di Sanremo 2026 è stato breve ma intensissimo, portando con sé la bellezza e il peso di un’identità divisa tra due mondi che finalmente si parlano.
Dal collettivo « GENOVARABE » al successo con i giganti
Sayf non è nato in uno studio patinato. Si è fatto le ossa aprendo i concerti di pesi massimi come Izi, Bresh e Vaz Tè, imponendosi con un’attitudine magnetica. Ma la sua vera forza risiede nel collettivo: « GENOVARABE » non è solo un progetto, è una bandiera che accorcia le distanze tra le coste arabe e i palazzoni delle periferie italiane.
Se il 2025 era iniziato con l’introspezione dell’EP “Se Dio Vuole”, l’estate lo ha consacrato definitivamente. La collaborazione con Marco Mengoni e Rkomi in “Sto bene al mare” ha dimostrato che la sua voce « street » può convivere perfettamente con il grande pop d’autore, trasformandosi nella rampa di lancio definitiva verso l’Ariston.
« Tu mi piaci tanto »: Un amore come atto di resistenza
Non fatevi ingannare dal titolo: “Tu mi piaci tanto” non è la classica canzonetta sentimentale. Curato dai produttori Dibla e Jiz, il brano è una lente d’ingrandimento sulle contraddizioni del Bel Paese. Sayf utilizza l’affetto come uno scudo contro una realtà fatta di alluvioni in Liguria ed Emilia, tasse mal gestite e precarietà perenne.
Il testo è un mosaico di riferimenti che hanno segnato l’immaginario collettivo:
- Dalla Storia al Pop: Nel brano convivono la « discesa in campo » di Berlusconi, il mondiale di Cannavaro e il ricordo tragico di Luigi Tenco.
- La generazione in « Tirocinio »: Sayf cristallizza lo stato d’animo di chi si sente schiacciato tra la fretta di accumulare denaro e la paura di non essere mai capito davvero.
- Contro il sistema: Denuncia un mondo competitivo che spinge a sopraffare gli altri per garantire un futuro ai propri cari, proponendo invece un amore che sia gesto di resistenza « mano a mano ».
Un fiore nel caos
Definito dallo stesso Adam come un « fiore su una camionetta », il brano accetta la vulnerabilità umana e invita a rallentare. Questa voglia di contaminazione esploderà nella serata delle cover, dove Sayf salirà sul palco insieme a due icone come Alex Britti e Mario Biondi per una rilettura soul e graffiante di “Hit the Road Jack” di Ray Charles.
Sayf arriva a Sanremo per ricordarci che si può fare musica per far ballare, ma senza mai smettere di far pensare. Il sogno iniziato tra i carruggi è pronto a prendersi la scena nazionale.