Portare un cognome che ha fatto la storia del cinema mondiale potrebbe schiacciare chiunque. Ma non Leo Gassmann. Nato a Roma nel 1998, figlio di Alessandro e nipote del leggendario Vittorio, Leo ha scelto una strada tutta sua, fatta di note, corde di chitarra e una sensibilità rara. Non è un semplice « figlio d’arte »: è un musicista che ha saputo farsi strada partendo dal basso, con la forza del talento e dello studio.
Dalla chitarra classica al trionfo di Sanremo
La sua non è una passione improvvisata. Leo abbraccia la chitarra classica a sette anni e a nove entra al prestigioso Conservatorio di Santa Cecilia. Il grande pubblico lo scopre a X Factor 12, ma è nel 2020 che arriva la consacrazione: la vittoria a Sanremo Nuove Proposte con « Vai bene così », un inno all’accettazione di sé che ha segnato l’inizio di un legame speciale con il Festival.
Nel 2024, Leo ha affrontato la sfida più difficile: interpretare Franco Califano nel film TV dedicato al « Califfo ». Un’interpretazione magistrale che gli è valsa un Nastro d’Argento e il plauso della critica. Questa immersione nel mondo di Califano ha arricchito la sua scrittura, rendendola più matura, viscerale e, per l’appunto, « naturale ».
« Naturale »: Il ritorno all’Ariston.
Dopo un 2025 vissuto tra set cinematografici e nuovi esperimenti musicali come « Yamamai », Leo torna in gara con « Naturale ». Per capire questo brano, bisogna guardare alla nuova direzione intrapresa dall’artista, ispirata a giganti come Bob Dylan e a sonorità acustiche, calde e umane.
« Naturale » è una ballad che racconta la fine di un lungo amore, descritto come un’altalena di emozioni intense, a tratti dolorose come « baci che sembrano schiaffi ». Il brano si muove tra i ricordi di cinque estati romane vissute in motorino e l’amara consapevolezza di un addio difficile da pronunciare.
Oltre il dolore: l’istinto dell’empatia
Il cuore del pezzo sta nella capacità di andare oltre le apparenze. Gassmann immagina un incontro tra vent’anni, suggerendo che, nonostante il male che ci si può fare « senza volerlo », il desiderio di fare la pace e ritrovarsi sia l’istinto più sano dell’essere umano.
Come dichiarato dallo stesso cantautore, la canzone è un invito alla speranza: un arrivederci che non diventa un punto definitivo, ma una sospensione fiduciosa verso il futuro. In un mondo fatto di filtri, Leo Gassmann torna all’essenza dell’emozione. Non deve più dimostrare di chi è figlio; oggi siamo tutti qui per ascoltare l’artista che è diventato.