Il sipario non si è ancora alzato ufficialmente, ma la prima conferenza stampa del Festival di Sanremo 2026 ha già dettato il tono di questa edizione. Carlo Conti e Laura Pausini si presentano davanti ai giornalisti non come « macchine da guerra » dello spettacolo, ma come artisti visibilmente colpiti dall’assenza di chi quel palco lo ha reso leggendario: Pippo Baudo.

Il « Faro » che non c’è più: Conti e Pausini in lacrime
Il primo momento di rottura del protocollo arriva quasi subito. Carlo Conti, solitamente imperturbabile e tecnico, si interrompe. La voce si spezza quando nomina Baudo, definendolo il suo «maestro e faro».
«Già l’anno scorso avevo detto che il mio Festival era baudiano, ed è un’emozione condurre il primo senza di lui. È doveroso dedicarlo a lui, ho fatto mettere una targhetta fuori dal mio camerino».
Non meno toccante il ricordo di Laura Pausini, che torna all’Ariston come co-conduttrice dopo essere stata « battezzata » proprio da Pippo nel 1993. La cantante ha svelato un retroscena privato dello scorso marzo: una telefonata a Baudo per vincere le ultime resistenze. «Mi disse: « Ma stai ancora aspettando? Sei pronta ». Se Carlo mi tiene la mano, sento da lassù la carezza di Pippo».
Laura Pausini: «L’Ariston è il mio premio più grande»
Nonostante il successo globale e l’imminente tour, Laura Pausini ha voluto ribadire il suo amore viscerale per l’Italia, rispondendo anche alle polemiche che spesso la colpiscono sui social.
«Su 4.000 commenti ce ne sono 400 negativi. Sono maleducati e fanno notizia, ma io mi sento profondamente amata in questo Paese».
Rispondendo a una reporter straniera, ha confermato che Sanremo resta per lei il palco più importante al mondo. «Ieri alle prove sono andata esattamente nel punto dove Pippo mi prese la mano nel ’93. Sono orgogliosa di essere italiana».