27 février 2026

Tommaso Paradiso a Sanremo 2026: La rivoluzione dei « Romantici » e la promessa a sua figlia

C’è un’immagine che definisce perfettamente Tommaso Paradiso: un tramonto sul lungomare, un drink in mano e una canzone degli Oasis in sottofondo. Nato nel quartiere Prati e laureato in filosofia, Tommaso è l’uomo che ha riscritto le regole del pop italiano dell’ultimo decennio. Per capire il suo presente, però, bisogna ricordare da dove è partito: da quel “Vol. 1” dei Thegiornalisti che cambiò per sempre la traiettoria della musica indipendente italiana.

Dallo Space Cowboy alla stabilità di « Casa Paradiso »

Tommaso ha vissuto diverse vite artistiche: dai club romani all’esplosione dei sold out nei palazzetti con hit generazionali come “Riccione”. È stato lui a riportare il synth-pop degli anni ’80 nelle nostre cuffie, mescolandolo con la lezione dei grandi maestri come Venditti e Dalla. Nel 2019, la scelta più coraggiosa: l’addio alla band al culmine del successo per diventare lo « Space Cowboy » solista della musica italiana.

Una scommessa vinta grazie a una penna tra le più richieste d’Italia (ha scritto per giganti come Gianni Morandi e Luca Carboni) e alla capacità di creare immagini visive potentissime, doti che lo hanno portato persino alla regia cinematografica con “Sulle nuvole”. Il suo ultimo album, “Casa Paradiso”, ci ha restituito un artista più intimo, capace di ritrovare la gioia nelle piccole cose.

« I romantici »: Un manifesto e una promessa

A Sanremo 2026, Tommaso Paradiso torna con « I romantici », un brano che lavora su due livelli: da un lato è un raduno per chi non vuole arrendersi al cinismo, dall’altro una dedica privata e potentissima dedicata alla sua bambina.

Il brano utilizza immagini nostalgiche, come quella dei ragazzi che giocano a palla per strada, simbolo di una semplicità che sembra svanire. Ma il cuore pulsante della canzone è il desiderio di spezzare un ciclo familiare:

  • Il rapporto padre-figlio: Paradiso affronta il tema con una sincerità disarmante, cantando: «Non farò come ha fatto mio padre, gelido». È una promessa di calore, una dichiarazione di presenza che vuole cancellare l’indifferenza del passato.
  • La difesa dell’incanto: Il titolo non è casuale. È un invito a tutti i « romantici » — quelli che credono ancora nei piccoli gesti — a non aver paura dell’emozione in un mondo che corre troppo veloce.