C’è un nome che per anni ha fatto tremare i palchi del rap italiano per la velocità e la precisione del suo flow: William Mezzanotte, in arte Nayt. Nato a Isernia ma romano d’adozione, Nayt non è solo un rapper, è un atleta della parola. Ha passato gli ultimi quindici anni a perfezionare un incastro dopo l’altro, partendo da uno scantinato fino ad arrivare ai vertici delle classifiche FIMI, sempre restando fedele alla sua visione e al suo storico produttore 3D.
Dalla tecnica all’autoanalisi: il viaggio verso l’Habitat
La sua carriera è una scalata continua e coraggiosa. Dopo aver segnato il territorio con la trilogia Raptus, Nayt ha scelto di spogliarsi dei tecnicismi puri per guardarsi dentro. Con album come Mood e Doom, ci ha mostrato le sue ombre, le sue paure e una crescita spirituale rara nel genere.
Non è più solo il ragazzo che « va veloce »; è un uomo che usa la musica per fare autoanalisi. Questo percorso è culminato nel successo di Habitat e di Lettera Q nel 2024, confermandolo come un punto di riferimento per chi nel rap cerca contenuto, verità e non solo apparenza.
« Prima che »: Il debutto che chiude un cerchio
A Sanremo 2026, Nayt approda finalmente sul palco dell’Ariston con « Prima che ». Per chi ha seguito la sua evoluzione, questo debutto rappresenta la chiusura di un cerchio perfetto: portare il proprio mondo, senza filtri e senza adattarsi alle logiche sanremesi, nel tempio della musica italiana.
« Prima che » è una riflessione intensa sul tempo che scorre e sulle scelte che segnano l’esistenza:
- Vulnerabilità e connessione: La canzone esplora il bisogno viscerale di trovarsi e di connettersi con l’altro « prima che sia troppo tardi ».
- Oltre le maschere: Nel testo, Nayt affronta il confronto diretto con le proprie paure, sottolineando la necessità di restare autentici in un mondo che spinge costantemente a nascondersi dietro facciate di circostanza.
- Equilibrio sonoro: Ci si aspetta un brano che unisca la sua incredibile capacità tecnica a una scrittura lirica ed emozionale, capace di colpire tanto i puristi del genere quanto il grande pubblico.