28 February 2026

Sayf a Sanremo 2026: Il “fiore sulla camionetta” che racconta l’Italia vera

C’è una nuova brezza che soffia su Genova, e non sa solo di sale. Sa di spezie, di street rap e di una fratellanza che attraversa il Mediterraneo. Sayf, all’anagrafe Adam Viacava, è l’uomo del momento. Il salto dai vicoli al palco di Sanremo 2026 è stato breve ma intensissimo, portando con sé la bellezza e il peso di un’identità divisa tra due mondi che finalmente si parlano.

Dal collettivo “GENOVARABE” al successo con i giganti

Sayf non è nato in uno studio patinato. Si è fatto le ossa aprendo i concerti di pesi massimi come Izi, Bresh e Vaz Tè, imponendosi con un’attitudine magnetica. Ma la sua vera forza risiede nel collettivo: “GENOVARABE” non è solo un progetto, è una bandiera che accorcia le distanze tra le coste arabe e i palazzoni delle periferie italiane.

Se il 2025 era iniziato con l’introspezione dell’EP “Se Dio Vuole”, l’estate lo ha consacrato definitivamente. La collaborazione con Marco Mengoni e Rkomi in “Sto bene al mare” ha dimostrato che la sua voce “street” può convivere perfettamente con il grande pop d’autore, trasformandosi nella rampa di lancio definitiva verso l’Ariston.

“Tu mi piaci tanto”: Un amore come atto di resistenza

Non fatevi ingannare dal titolo: “Tu mi piaci tanto” non è la classica canzonetta sentimentale. Curato dai produttori Dibla e Jiz, il brano è una lente d’ingrandimento sulle contraddizioni del Bel Paese. Sayf utilizza l’affetto come uno scudo contro una realtà fatta di alluvioni in Liguria ed Emilia, tasse mal gestite e precarietà perenne.

Il testo è un mosaico di riferimenti che hanno segnato l’immaginario collettivo:

  • Dalla Storia al Pop: Nel brano convivono la “discesa in campo” di Berlusconi, il mondiale di Cannavaro e il ricordo tragico di Luigi Tenco.
  • La generazione in “Tirocinio”: Sayf cristallizza lo stato d’animo di chi si sente schiacciato tra la fretta di accumulare denaro e la paura di non essere mai capito davvero.
  • Contro il sistema: Denuncia un mondo competitivo che spinge a sopraffare gli altri per garantire un futuro ai propri cari, proponendo invece un amore che sia gesto di resistenza “mano a mano”.

Un fiore nel caos

Definito dallo stesso Adam come un “fiore su una camionetta”, il brano accetta la vulnerabilità umana e invita a rallentare. Questa voglia di contaminazione esploderà nella serata delle cover, dove Sayf salirà sul palco insieme a due icone come Alex Britti e Mario Biondi per una rilettura soul e graffiante di “Hit the Road Jack” di Ray Charles.

Sayf arriva a Sanremo per ricordarci che si può fare musica per far ballare, ma senza mai smettere di far pensare. Il sogno iniziato tra i carruggi è pronto a prendersi la scena nazionale.