Venerdì 27 febbraio la quarta serata è dedicata ai duetti e alle cover, con i Big in gara impegnati in reinterpretazioni del repertorio italiano e internazionale assieme ad artisti ospiti. Le esibizioni, valutate dal Televoto, dalla Giuria della Sala Stampa Tv e Web e dalla Giuria delle Radio, decreteranno il vincitore della serata delle cover. Alla conduzione, Conti e Pausini, e ci sarà Bianca Balti che condividerà il suo percorso di forza dopo le cure. Gabbani terrà un live in Piazza Colombo
La puntata di Sanremo si è aperta con una performance di Laura Pausini che, iniziando dall’esterno del Teatro Ariston, ha cantato Ritorno ad amare, Immensamente e Io canto.
Elettra Lamborghini con Las Ketchup
L’Ariston si trasforma in una discoteca globale con l’unione tra la “twerking queen” italiana e le icone del pop spagnolo. Elettra Lamborghini conferma la sua anima da performer, portando una ventata di leggerezza. Un momento di puro intrattenimento che scalda la platea.

Eddie Brock con Fabrizio Moro – “Portami via”
Un incontro generazionale intenso sulle note di uno dei brani più amati di Fabrizio Moro. La voce graffiante di Eddie Brock si sposa con l’esperienza e l’emozione pura del cantautore romano, creando un’atmosfera sospesa e vibrante. Una performance carica di verità che punta dritto al cuore del pubblico a casa. “Portami via” torna a risplendere in una veste orchestrale potente e raffinata.

Sul palco dell’Ariston arriva poi il comico e attore Alessandro Siani.
Mara Sattei con Mecna – “L’ultimo bacio”
L’eleganza di Mara Sattei incontra il flow malinconico e ricercato di Mecna per una rivisitazione moderna del classico di Carmen Consoli. Il contrasto tra le linee vocali cristalline di Mara e le barre di Mecna dona al brano una profondità inedita e urban. Un duetto sofisticato che dimostra come il pop d’autore possa evolversi senza perdere la sua anima originale. Raffinatezza allo stato puro.
Patty Pravo con Timofej Andrijashenko
L’icona intramontabile della musica italiana, Patty Pravo, torna sul palco dell’Ariston accompagnata dall’étoile Timofej Andrijashenko. Non è solo una canzone, ma una performance d’arte totale dove la voce eterea della “divina” si fonde con la perfezione del movimento classico. Un momento di altissimo livello estetico che celebra la storia della bellezza italiana.
Levante con Gaia – “I maschi”
Due delle voci più interessanti e carismatiche del nuovo pop italiano si uniscono per omaggiare Gianna Nannini. Levante e Gaia portano sul palco grinta, femminilità e una complicità vocale straordinaria in una versione energica de “I maschi”.

Malika Ayane con Claudio Santamaria – “Mi sei scoppiato dentro il cuore”
La classe di Malika Ayane incontra il timbro caldo e attoriale di Claudio Santamaria per un omaggio indimenticabile a Mina. Un’interpretazione teatrale e sofisticata che gioca con le sfumature della melodia e del sentimento. La chimica tra i due artisti trasforma il brano in un piccolo film musicale da vivere tutto d’un fiato. Un tributo rispettoso ma dotato di una personalità travolgente.
Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – “Occhi di gatto”
Il punk-rock delle Bambole di Pezza travolge la sigla cult per eccellenza, cantata insieme a Cristina D’Avena. Un corto circuito musicale divertentissimo che unisce generazioni diverse in un coro unanime. La carica delle “Bambole” trasforma il brano in un inno power-pop che scuote l’Ariston dalle fondamenta.
Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – “Su di noi”
Il genio creativo di Dargen D’Amico rilegge un classico di Pupo, impreziosito dal tocco jazz della tromba di Fabrizio Bosso. Un mix audace tra cantautorato pop, elettronica e virtuosismo strumentale che spiazza e convince. Un’esibizione istrionica che conferma il talento eclettico di Dargen.
Tommaso Paradiso con Stadio – “L’ultima luna”
Tommaso Paradiso rende omaggio a Lucio Dalla insieme agli Stadio, storici compagni di viaggio del cantautore bolognese. Il calore degli Stadio e la vocalità sognante di Paradiso rendono giustizia a un capolavoro assoluto della musica italiana.
Michele Bravi con Fiorella Mannoia – “Domani è un altro giorno”
L’incontro tra la sensibilità di Michele Bravi e la saggezza interpretativa di Fiorella Mannoia regala una delle perle della serata. Un duetto capace di dare nuovo peso alle parole di Ornella Vanoni. Le due voci si intrecciano con un’eleganza rara, creando un ponte emotivo che tocca le corde più profonde.
Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band – “Vita”
La nuova scena romana e urban si appropria di un classico di Morandi e Dalla per una versione fresca e corale. Tredici Pietro e Galeffi, guidati dalla produzione di Fudasca, portano una ventata di giovinezza e stile indie sul palco. Il brano “Vita” diventa un manifesto generazionale per i ragazzi del 2026 grazie a Tredici Pietro che si esibisce a sorpresa col papà Gianni Morandi
Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas – “Il Mondo”
Il trio d’eccezione formato da Maria Antonietta, Colombre e Brunori Sas regala una versione colta e intensa del capolavoro di Jimmy Fontana. Un arrangiamento orchestrale che esalta le diverse sfumature vocali degli artisti, tra cantautorato indie e tradizione. La presenza di Brunori aggiunge quel tocco di ironia e profondità che rende l’esibizione speciale. Un tributo magico a una canzone che non smette mai di girare.

Fulminacci con Francesca Fagnani – “Parole parole”
La sorpresa della serata: Fulminacci sfida il mito di Mina e Alberto Lupo insieme alla “belva” Francesca Fagnani. Un gioco di seduzione e ironia che ricalca il celebre parlato della versione originale, con un piglio moderno e divertito. La Fagnani si dimostra a suo agio anche nelle vesti da interprete, supportata dal talento cristallino di Fulminacci.
LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo – “Andamento lento”
Energia allo stato puro con la coppia LDA e Aka 7even, che omaggiano la Napoli internazionale insieme al maestro Tullio De Piscopo. Il ritmo travolgente delle percussioni trascina l’Ariston in un vortice di musica e “napolitan power”. Una performance carica di groove che mette in mostra le doti vocali e ritmiche dei due giovani talenti. Con De Piscopo alla batteria, il successo è assicurato.
È il momento del Suzuki stage: si esibisce Francesco Gabbani.
Raf con The Kolors – “The Riddle”
Un salto negli anni ’80 con Raf e i The Kolors che reinterpretano il celebre successo di Nik Kershaw. Il synth-pop di Stash e soci si sposa perfettamente con lo stile unico di Raf, creando un ponte tra due ere del pop. Un’esibizione dinamica e tecnicamente impeccabile che trasforma il palco in un set futuristico. Il ritmo è contagioso e la qualità del suono è ai massimi livelli della serata.
J-Ax con Ligera County Fam. – “E la vita, la vita”
L’irriverenza di J-Ax incontra il classico di Cochi e Renato in una versione rap-folk travolgente insieme alla Ligera County Fam. Un inno alla milanesità e all’ironia che diverte il pubblico e fa riflettere con il sorriso. J-Ax rilegge il testo con il suo stile inconfondibile, rendendolo attuale e graffiante. Una ventata di allegria che celebra la storia del cabaret musicale italiano con uno sguardo urban.
Ditonellapiaga con Tonypitony – “The Lady is a Tramp”
Ditonellapiaga sfoggia tutto il suo talento jazz e swing in una versione scintillante dello standard di Frank Sinatra. Accompagnata dal carisma di Tonypitony, l’artista trasforma l’Ariston in un elegante club di New York. Un’esibizione di classe superiore che mette in luce la versatilità vocale della cantante. Eleganza, ritmo e un pizzico di malizia per un momento di grande musica internazionale.
Enrico Nigiotti con Alfa – “En e Xanax”
Due generazioni di cantautori a confronto sul capolavoro di Samuele Bersani. Enrico Nigiotti e Alfa offrono una versione intima e toccante, dove le chitarre e le voci si fondono con delicatezza. Un racconto in musica che parla di fragilità e amore contemporaneo, emozionando la platea per la sua estrema onestà. Un duetto “giusto” che valorizza la scrittura d’autore italiana con semplicità.
Un momento di caratura internazionale con il ritorno della “Casco d’oro” Caterina Caselli che riceve il premio alla carriera e si interrompe, emozionata, mentre spiega quanto sia ancora attuale il messaggio di libertà di Nessuno mi può giudicare. E ai giovani lancia un messaggio forte e chiaro: “Sentitevi liberi dal giudizio”.
Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – “Besame mucho”
La classe di Serena Brancalee la voce vellutata di Gregory Porter elevano il brano a vette altissime, insieme al tocco di Delia. Un incrocio di culture e stili che celebra la musica senza confini.
Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – “Hit the road Jack”
Il blues e il soul sono i protagonisti assoluti grazie al trio Sayf, Alex Britti e Mario Biondi. La chitarra di Britti ruggisce, mentre la voce profonda di Biondi e il flow moderno di Sayf creano un mix esplosivo su un classico mondiale. Una scarica di adrenalina pura che dimostra la caratura tecnica dei tre artisti. L’Ariston si inchina davanti a una tale dimostrazione di talento strumentale e vocale.
Francesco Renga con Giusy Ferreri – “Ragazzo solo, ragazza sola”
Due veterani del Festival si uniscono per omaggiare la versione italiana di David Bowie firmata Mogol. Francesco Renga e Giusy Ferreri giocano sui contrasti tra le loro voci potenti e particolari, creando un’atmosfera sospesa e malinconica. Un’interpretazione intensa che restituisce tutta la solitudine e la speranza contenute nel testo.
Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma – “Quello che le donne non dicono”
Arisa sceglie la solennità e la potenza del Coro del Teatro Regio di Parma per una versione monumentale del brano di Fiorella Mannoia. La sua voce cristallina svetta su un arrangiamento corale che toglie il fiato, dando un nuovo significato a un testo eterno. Una performance di una bellezza quasi sacrale che celebra l’universo femminile con un’intensità rara. Un momento da pelle d’oca assicurato.
Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci – “Baila Morena”
Un mix inedito di urban, fascino e ritmo latino. Samurai Jay trascina l’Ariston insieme alla sensualità di Belén Rodríguez e alla tromba travolgente di Roy Paci. “Baila Morena” diventa il tormentone della serata, unendo il mondo del rap campano alle atmosfere solari di Zucchero.
Sal Da Vinci con Michele Zarrillo – “Cinque giorni”
La grande melodia italiana trionfa con l’incontro tra Sal Da Vinci e Michele Zarrillo. Due voci straordinarie che si sfidano e si abbracciano su un classico della musica d’amore. Un’esibizione che punta tutto sulla tecnica vocale e sull’emozione pura, scatenando l’applauso a scena aperta del pubblico. Un momento di sanremesità autentica che celebra la tradizione del bel canto.
Fedez & Masini con Hauser – “Meravigliosa creatura”
Un’accoppiata sorprendente che vede Fedez e Marco Masini uniti dalla classe del violoncellista Hauser. La rilettura del brano di Gianna Nannini diventa un crescendo epico, tra barre graffianti e la potenza vocale di Masini. Il violoncello di Hauser aggiunge una dimensione cinematografica che eleva l’intera esibizione.
Ermal Meta con Dardust – “Golden hour”
Ermal Meta sceglie il tocco magico di Dardust al pianoforte e all’elettronica per una cover internazionale mozzafiato. Il brano di JVKE viene spogliato e rivestito di una nuova luce, mettendo in risalto l’estensione vocale incredibile di Ermal. Un’atmosfera onirica e moderna che trasporta il Festival in una dimensione globale. Una delle esibizioni più tecnicamente perfette e stilisticamente avanzate della serata.
Nayt con Joan Thiele – “La canzone dell’amore perduto”
Il rap introspettivo di Nayt incontra l’eleganza dream-pop di Joan Thiele nel capolavoro di Fabrizio De André. Una versione coraggiosa che mantiene intatta la poesia originale aggiungendo una sensibilità urban contemporanea. Il dialogo tra le due voci è delicato e profondo, dimostrando come il linguaggio del rap possa onorare i grandi maestri. Un omaggio colto che colpisce per sincerità e rispetto.
Luchè con Gianluca Grignani – “Falco a metà”
L’anima street di Luchè si fonde con il rock maledetto di Gianluca Grignani per una versione cruda e potente di “Falco a metà”. Un duetto carico di tensione emotiva e verità, dove il vissuto dei due artisti emerge in ogni nota. La chitarra di Grignani e il flow di Luchè creano un mix esplosivo che infiamma l’Ariston. Una celebrazione della libertà e dell’inquietudine che non lascia indifferenti.
Chiello – “Mi sono innamorato di te”
Chiello sale sul palco da solo per omaggiare Luigi Tenco con la sua vocalità sporca e graffiante. Una scelta rischiosa che si rivela vincente: la sua interpretazione è un urlo di dolore e amore che squarcia il silenzio del teatro. Senza troppi orpelli, l’artista mette a nudo l’anima della canzone, rendendola terribilmente attuale.
Leo Gassmann con Aiello – “Era già tutto previsto”
Leo Gassmann e Aiello si confrontano con il classico di Riccardo Cocciante in un duetto di grande potenza vocale. Le due timbriche, diverse ma complementari, esplodono in un finale orchestrale travolgente. Un’interpretazione carnale e sofferta che parla di addii e consapevolezza, conquistando il pubblico più giovane e quello tradizionale. Una chiusura in grande stile per una serata dedicata alla storia della canzone italiana.
1 Ditonellapiaga con TonyPitony – The lady is a tramp
2 Sayf con Alex Britti e Mario Biondi
3 Arisa con Coro del Teatro Regio di Parma – Quello che le donne non dicono (
4 Bambole di pezza con Cristina D’Avena – Occhi di gatto
5 Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band – Vita
6 Sal Da Vinci con Michele Zarrillo – Cinque giorni
7 Lda e Aka 7even con Tullio De Piscopo – Andamento lento
8 Nayt con Joan Thiele – La canzone dell’amore perduto
9 Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – Su di noi
10 Luchè con Gianluca Grignani – Falco a metà
Vince la serata delle Cover: Ditonellapiaga con TonyPitony – The lady is a tramp