{"id":17158,"date":"2025-03-05T10:45:15","date_gmt":"2025-03-05T09:45:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sanremoliveandlove.it\/giornate-dello-spolvero-appuntamento-al-cimitero-monumentale-della-foce\/"},"modified":"2025-03-07T09:39:58","modified_gmt":"2025-03-07T08:39:58","slug":"giornate-dello-spolvero-appuntamento-al-cimitero-monumentale-della-foce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sanremoliveandlove.it\/fr\/giornate-dello-spolvero-appuntamento-al-cimitero-monumentale-della-foce\/","title":{"rendered":"\u201cGiornate dello spolvero\u201d: appuntamento al Cimitero Monumentale della Foce"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em>Sabato 8 marzo tornano le \u201cGiornate dello spolvero\u201d: appuntamento al Cimitero Monumentale della Foce<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Comune<\/strong> e <strong>Rotary Club Sanremo<\/strong> rilanciano le \u00ab\u00a0<em><strong>Giornate dello spolvero<\/strong><\/em>\u00a0\u00bb per la pulizia delle tombe del <strong>Cimitero Monumentale alla Foce<\/strong>: il primo appuntamento \u00e8 fissato per <strong>sabato 8 marzo<\/strong>, con partecipazione aperta a tutti, dalle associazioni ai singoli volontari.<\/p>\n\n\n\n<p>Il programma prevede:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>ore 9, ritrovo con la formazione dei gruppi di lavoro e le informazioni ai partecipanti<\/li>\n\n\n\n<li>ore 9.30, inizio dell&rsquo;attivit\u00e0 di spolvero, per la quale i volontari sono invitati a munirsi di guanti di protezione<\/li>\n\n\n\n<li>ore 11, visita guidata a cura di Marco Macchi (Associazione Arcadia) che ci far\u00e0 scoprire le sepolture di alcune importanti figure femminili.&nbsp;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019appuntamento \u00e8 realizzato con la collaborazione tra gli <strong>Assessorati alla Cultura, Ambito Sociale e Ambiente e con il sostegno di Coop Liguria<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"717\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.sanremoliveandlove.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/LOCANDINA-SPOLVERO-v3-1-717x1024.jpg\" alt=\"Giornata dello spolvero\" class=\"wp-image-17153\" srcset=\"https:\/\/www.sanremoliveandlove.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/LOCANDINA-SPOLVERO-v3-1-717x1024.jpg 717w, https:\/\/www.sanremoliveandlove.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/LOCANDINA-SPOLVERO-v3-1-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.sanremoliveandlove.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/LOCANDINA-SPOLVERO-v3-1-768x1097.jpg 768w, https:\/\/www.sanremoliveandlove.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/LOCANDINA-SPOLVERO-v3-1-1075x1536.jpg 1075w, https:\/\/www.sanremoliveandlove.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/LOCANDINA-SPOLVERO-v3-1-1433x2048.jpg 1433w\" sizes=\"auto, (max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>ALLA SCOPERTA DELLE SEPOLTURE DI ILLUSTRI FIGURE FEMMINILI <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>CAMPO 3&nbsp; &#8211; TOMBA 337<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lucy Madox Brown<\/strong>\u00a0(Parigi 1843\u00a0\u2013\u00a0Sanremo\u00a01894).<\/p>\n\n\n\n<p>Pittrice, &nbsp;modella&nbsp;e&nbsp; scrittrice&nbsp;inglese&nbsp; associata ai&nbsp;Preraffaelliti, era figlia di&nbsp;Ford Madox Brown&nbsp;ed Elizabeth Bromley, nacque a Parigi nel&nbsp;1843&nbsp;e rimase orfana di madre a soli tre anni.&nbsp;Nel 1856 and\u00f2 a vivere in casa&nbsp;Rossetti&nbsp;a&nbsp;Londra&nbsp;ed ebbe per tutrice la sua futura cognata&nbsp;Maria Francesca Rossetti. La sua sorellastra minore,&nbsp;Catherine, anche lei artista, la descriver\u00e0 come \u00ab\u00a0uno strano miscuglio di violenza e intelligenza\u00a0\u00bb. Spos\u00f2&nbsp;William Michael Rossetti, figlio di&nbsp;Gabriele Rossetti&nbsp;e fratello di&nbsp;Dante Gabriel. La coppia aveva in comune l\u2019agnosticismo e decisi punti di vista sull&rsquo;arte, sul femminismo e sulle politiche liberali. Ebbero cinque figli.&nbsp; Inizi\u00f2 a dipingere nel 1868, e con la sorellastra&nbsp;Catherine, fecero da modelle e lavorarono come assistenti per il&nbsp;padre. Dipinse principalmente acquerelli, espose in&nbsp;Dudley Museum and Art Gallery&nbsp;dal&nbsp;1869&nbsp;al&nbsp;1872.&nbsp;Il suo dipinto,&nbsp;The Duet, che fu esposto alla&nbsp;Royal Academy&nbsp;nel&nbsp;1870,&nbsp;fu descritto da&nbsp;Dante Gabriel Rossetti&nbsp;come un \u00ab\u00a0dipinto perfetto\u00a0\u00bb.&nbsp; Smise di dipingere, salvo poche eccezioni, nel&nbsp;1874&nbsp;quando si spos\u00f2. Scrisse la biografia di&nbsp;Mary Shelley che fu pubblicata nel&nbsp;1890. Per la collana&nbsp;Eminent Women series, curata da&nbsp;John Ingram. Ammalatasi di&nbsp;tubercolosi,&nbsp;si rec\u00f2 in Italia per curare la propria salute.&nbsp; Mor\u00ec il 12 aprile 1894 all&rsquo;Hotel Victoria di&nbsp;Sanremo, alla presenza del marito e della figlia Olivia e fu sepolta nel Cimitero della Foce.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CAMPO 7 \u2013 TOMBA 326<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Adele Bianchi in Roverizio di Roccasterone <\/strong>(Oneglia 1820 \u2013 Sanremo 1916)<\/p>\n\n\n\n<p>Nobildonna, pioniera del turismo a Sanremo, il 3 gennaio 1820, ad Oneglia, nacque Adele Bianchi in Roverizio di Roccasterone. I suoi genitori erano Anna e Giovanni Bianchi, un grande commerciante di olio, sindaco della citt\u00e0 di Oneglia che ebbe l &lsquo;onore di ospitare, nel 1837, Carlo Alberto. Adele, all&rsquo;et\u00e0 di 18 anni spos\u00f2, in San Siro, il conte Stefano Roverizio di Roccasterone originario di Ceriana ove c&rsquo;\u00e8 tuttora il palazzo in cui la famiglia viveva fin dal 1700.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il conte Roverezio fu sindaco di Sanremo dal 1844 al 1855 poi dal 1871 al 1873 ed in seguito anche deputato al parlamento di Roma. Quando Adele arriv\u00f2 a Sanremo, la citt\u00e0 era reduce da poco da un terremoto e dalla grave epidemia di colera e contava meno di 10.000 abitanti principalmente dediti alla viticoltura e pochi, della marina, si occupavano di pesca. La ricettivit\u00e0 alberghiera era limitata ai viaggiatori di passaggio che andavano in diligenza da Genova a Nizza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Adele intu\u00ec che la citt\u00e0 potesse diventare una meta per il turismo di \u00e9lite che stava iniziando nella vicina costa azzurra. In casa sua si tenevano frequentemente incontri che riunivano gruppi di persone che desideravano far diventare Sanremo una importante citt\u00e0 dal punto di vista turistico. Fece costruire una villa al Berigo e il suo salotto divenne il luogo di convegno delle pi\u00f9 spiccate autorit\u00e0 mediche d&rsquo;Europa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fu la vera musa ispiratrice della rinascita cittadina. Incit\u00f2 ed infervor\u00f2 il dott. Panizzi a scrivere un articolo sul clima di Sanremo ed invit\u00f2 nella sua palazzina sita al Berigo il Barone Borris d&rsquo;Uxkull, zio dell&rsquo;Ambasciatore russo tramite il quale conobbe il dr. Gustav Pr\u00f6el, direttore dello stabilimento dei bagni di Bad Gastein ed il dr. Elsaesser, medico del re di Wertenberg.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1854, per prima, scrisse un bellissimo articolo su Sanremo sul giornale \u00a0\u00bb La Presse\u00a0\u00bb e nel 1859 invi\u00f2 una lettera a Giovanni Ruffini invitandolo a pubblicare qualche articolo sui giornali inglesi riguardante la bellezza della sua terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Mor\u00ec a Sanremo l\u201911 dicembre del 1916.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CAMPO 7 \u2013 TOMBA 2546<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Maria Pavlovna<\/strong> <strong>Botkina<\/strong>, nata <strong>Tret\u2019jakova<\/strong> (Mosca 1875 &#8211; Sanremo 1952).<\/p>\n\n\n\n<p>La figlia minore del mecenate Pavel Tret\u2019jakov, era cresciuta insieme ai fratelli nell\u2019\u00e9lite intellettuale e artistica di Mosca. Suo padre, che aveva collezionato dipinti dei pi\u00f9 famosi artisti russi dell\u2019epoca, nel 1892 don\u00f2 la sua collezione alla citt\u00e0 di Mosca. La Galleria che porta oggi il suo nome e contiene capolavori dal XI all\u2019inizio del XX secolo \u00e8 il principale museo di arte russa di Mosca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1898 Maria Pavlovna spos\u00f2 Aleksandr Sergeevi\u010d Botkin, fratello di Evgenij, medico di Nicola II e partecipe del tragico destino della famiglia imperiale, fucilata a Ekaterinburg nel 1918. Insieme al marito, che era medico, navigatore, esploratore e inventore, fece il giro del mondo e fu testimone della costruzione della Transiberiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la rivoluzione del 1917 insieme al marito, alla figlia Marianna e alla bambinaia si trasfer\u00ec in Crimea e da l\u00ec emigr\u00f2 in Italia. Dal 1923 tutti si stabilirono a Sanremo, in una piccola casa in Via Primavera, dove continuarono ad abitare seguendo le abitudini e le tradizioni russe e accogliendo gli altri connazionali che volevano mantenere vivo il senso di appartenenza alla comunit\u00e0 russa che si riuniva nella chiesa ortodossa inaugurata nel 1913, di cui Maria Pavlovna divenne capo. Rimasta vedova nel 1936, Maria Pavlovna fu costretta a condurre una vita molto modesta, ma fu aiutata dagli amici russi e italiani. La figlia Marianna mor\u00ec tragicamente nel 1947, lasciandola sola con la sua bambinaia Varvara Paramonova, che fu l\u2019ultima superstite della famiglia dopo la morte di Maria Pavlovna nel 1952 ed \u00e8 sepolta nella stessa tomba, insieme agli altri membri della famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CAMPO 10 \u2013 TOMBA 1157<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Catherine<\/strong> <strong>Coudoglou<\/strong>, nata <strong>Stalio <\/strong>(Xanthi 1869 \u2013 Sanremo 1923).<\/p>\n\n\n\n<p>Caterina Stalio era nata nel 1869 a Xanthi, localit\u00e0 greca a nord di Salonicco, da una famiglia greca che commerciava nel tabacco, attivit\u00e0 allora fiorente nella zona situata tra Grecia, Bulgaria e Turchia. La famiglia Stalio aveva due case a Xanthi e una a Istanbul. Spos\u00f2 Dimitros (in bulgaro Dimitar) Kudoglu, nato nel 1862 a Gabrovo, un villaggio della Tracia occidentale, in una famiglia bulgara dedita anch\u2019essa al commercio del tabacco. Dopo il matrimonio la coppia si trasfer\u00ec a Dresda, dove la famiglia Kudoglu aveva una filiale. Nella loro bella casa di Comeniusstrasse ricevevano le persone pi\u00f9 altolocate della citt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio degli anni \u201820, in et\u00e0 avanzata, diede alla luce una bambina che mor\u00ec poco dopo, lasciando la madre distrutta fisicamente e moralmente. Venuta a Sanremo per rimettersi in salute, mor\u00ec il 26 dicembre 1923 a 54 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>La cappella eretta nel 1925 in sua memoria fu progettata dall\u2019Arch. Silvio Gabbrielli e nella sua costruzione furono impiegati materiali di grande pregio. La scultura bronzea, posta accanto alla cappella, raffigura un angelo della morte abbracciante una madre con un bambino ed \u00e8 opera di Jules Pierre Van Biesbroek, uno scultore belga che aveva al suo attivo molte opere pittoriche e scultoree e in quel periodo risiedeva a Bordighera. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sul basamento della scultura bronzea si legge una preghiera in francese dedicata al ricongiungimento con la figlioletta: \u201cP\u00e8re eternel qui exau\u00e7a mes voeux \/sois lou\u00e9 de m\u2019avoir donn\u00e9 \/ un cherubin qui m\u2019emporta aux cieux \/ pr\u00e8s de ma petite cherie \/ mon ador\u00e9e\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ARCATA 40<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Anna Aleksandrovna \u2013 Manuel Gismondi &#8211;<\/strong>, nata<strong> Svedomskaja<\/strong> (San Pietroburgo 1898- Sanremo 1973).<\/p>\n\n\n\n<p>Era figlia diAleksandr Svedomskij, un proprietario terriero la cui famiglia aveva avviato una fiorente attivit\u00e0 di produzione di vodka negli Urali. Insieme al fratello Pavel, Aleksandr era dotato di talento artistico e studi\u00f2 pittura in Germania. I due fratelli, dopo un primo viaggio in Italia nel 1875, acquistarono uno studio a Roma, in Via Margutta, dove da allora trascorsero gli inverni dipingendo quadri su soggetti italiani, mentre d\u2019estate ritornavano in Russia. Anna, dopo la morte del padre e dello zio nei primi anni del Novecento, ritorn\u00f2 in Russia con la madre Anna Kutukova e la bambinaia. Qui le tre donne trascorsero gli anni della guerra e della rivoluzione di ottobre, finch\u00e9 riuscirono ad imbarcarsi dalla Crimea per tornare in Italia. Dopo varie peripezie, costrette a procurarsi da vivere aprendo una pensione, arrivarono a Sanremo, dove Anna Aleksandrovna conobbe l\u2019avvocato Paolo Manuel Gismondi e lo spos\u00f2 nel 1927. Dal matrimonio nacque un figlio, Michele. Anche Anna si dedic\u00f2 alla pittura e partecip\u00f2 ad alcune mostre, ma poi prefer\u00ec l\u2019attivit\u00e0 del restauro. Nella casa del marito conservava, insieme alle sue opere, molte tele del padre e dello zio, che lasci\u00f2 in eredit\u00e0 al figlio. Anna Aleksandrovna mor\u00ec nel 1973 ed \u00e8 sepolta nella tomba di famiglia Manuel Gismondi al cimitero della Foce.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CAMPO 11 \u2013 TOMBA 538<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Elisabeth von Herzogenberg<\/strong>, nata\u00a0<strong>von Stockhausen<\/strong>\u00a0(Parigi 1847\u00a0\u2013\u00a0Sanremo 1892)<\/p>\n\n\n\n<p>Pianista,\u00a0compositrice\u00a0e\u00a0filantropa\u00a0tedesca, Elisabeth era la terza e ultima figlia del barone Bodo Albrecht von Stockausen,\u00a0 diplomatico del regno di Hannover e per molti anni ambasciatore a Parigi, e della contessa Clotilde Annette von Baudissin (1810-1891).\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Appassionato di musica, durante il suo soggiorno nella capitale francese, Stockausen aveva conosciuto\u00a0Giacomo Meyerbeer\u00a0ed era stato inoltre allievo di\u00a0Fryderyk Chopin, il quale aveva tanto ammirato il suo talento da dedicargli la Ballata in sol minore op. 23. (Alla contessa Clotilde, alcuni anni dopo, Chopin dedic\u00f2 invece la Barcarola in fa diesis minore op. 60).\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Elisabeth aveva cinque anni, la famiglia si trasfer\u00ec a Vienna, alla cui corte il padre fu ambasciatore fino al 1865. Qui Elisabeth studi\u00f2 il pianoforte con\u00a0Julius Epstein, allora il pi\u00f9 celebre pianista di Vienna, dal quale ebbe anche lezioni di armonia. Studi\u00f2 pure il canto, essendo ugualmente dotata sotto questo aspetto: perfettamente impostata, dall&rsquo;estensione di tre ottave, la sua voce fu giudicata straordinariamente nitida e pura.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il suo talento di pianista, le capacit\u00e0 espressive e l&rsquo;abilit\u00e0 tecnica, Elisabeth fu elogiata da\u00a0Clara Schumann\u00a0e\u00a0Johannes Brahms. Nel 1863 quest&rsquo;ultimo accett\u00f2 di impartirle lezioni di pianoforte, rinunciandovi per\u00f2 poco dopo, e rinviandola ad Epstein, con il pretesto di non avere in realt\u00e0 nulla da insegnarle. Elisabeth divenne in seguito una grande amica e confidente di Brahms, con cui ebbe\u00a0 numerosi contatti epistolari.<\/p>\n\n\n\n<p>Il musicista le dedic\u00f2 nel 1880 le sue due Rapsodie per pianoforte op. 79 e pi\u00f9 volte le invi\u00f2 alcune sue composizioni inedite e ancora manoscritte per fargliele conoscere in anteprima. Elisabeth, dopo averle studiate a fondo al pianoforte, gli rispondeva con penetranti giudizi e commenti che dimostrano le sue eccellenti doti di critica musicale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1868 Elisabeth spos\u00f2 a\u00a0Dresda\u00a0il barone\u00a0Heinrich von Herzogenberg, egli pure compositore, e si trasfer\u00ec con lui prima a\u00a0Graz, poi dopo quattro anni a\u00a0Lipsia\u00a0e infine a\u00a0Berlino, dove Heinrich aveva avuto la nomina di professore di composizione alla\u00a0<em>Hochschule f\u00fcr Musik<\/em>. Continuando, insieme al marito, ad avere sempre un ruolo attivo nella vita musicale, si esib\u00ec quasi esclusivamente in privato e fu consulente musicale e mecenate di artisti.<br>Il matrimonio rimase senza figli. Il marito si ammal\u00f2 negli anni fra il 1887 e il 1889, ma poco pi\u00f9 tardi fu lei a manifestare i segni di una grave patologia cardiaca. Da quel momento fino alla sua morte, la coppia viaggi\u00f2 in varie localit\u00e0 di cura d&rsquo;Europa. Il 7 gennaio 1892 Elisabeth mor\u00ec, non ancora quarantacinquenne, a\u00a0Sanremo, dove si era recata insieme al marito qualche mese prima (novembre 1891) in cerca di climi pi\u00f9 caldi nel tentativo di migliorare le sue condizioni di salute.<br>Alcune composizioni di Elisabeth von Herzogenberg sono sopravvissute, ma la maggior parte di esse, rimasta inedita, \u00e8 andata perduta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CAMPO 11 \u2013 TOMBA 630<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Caroline Giffard Phillipson <\/strong>(Cheltnham 1832 \u2013 Sanremo 1893).<\/p>\n\n\n\n<p>Poetessa inglese<strong>,<\/strong> nacque a Cheltnham nel 1832 dal baronetto John Heskieth Lethbridge. Fu dama di corte della Regina Vittoria e sposa del cavaliere John Tharp Burton Phillipson.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Attratta, come tante nobildonne inglesi, dalla causa italiana, soggiorn\u00f2 molte volte in Italia, soprattutto a Roma e Firenze. Fu amica di molti patrioti e ne sostenne le battaglie. In tarda et\u00e0 scelse Sanremo come sua residenza e qui mor\u00ec il 2 febbraio 1893 lasciando in eredit\u00e0 alla citt\u00e0 la sua collezione di lettere di Garibaldi e altri cimeli garibaldini oggi conservati al <strong>Museo Civico di Sanremo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 9 aprile 1861 a Torino conobbe Giuseppe Garibaldi e gli chiese di potergli dedicare i suoi <em>Canti italiani. <\/em>Da allora il loro legame fu intenso e si prolung\u00f2 fino alla morte dell\u2019eroe. La corrispondenza con il generale \u00e8 documentata da trentaquattro lettere che vennero pubblicate nel 1907. Di queste trentaquattro lettere dieci sono pervenute al Museo Civico di Sanremo, scritte dal 3 dicembre 1866 al 26 luglio 1870, insieme ad una serie di oggetti provenienti dall\u2019eredit\u00e0 Phillipson: stampe, ritratti del generale, fotografie e la sua ricca biblioteca. Garibaldi scrisse all\u2019amica con animo sereno persino nei momenti pi\u00f9 difficili, densi di tensione e responsabilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Caroline Phillipson fu in rapporti epistolari anche con Giuseppe Mazzini e con il figlio di Garibaldi, Menotti, di cui possedeva una fotografia che \u00e8 ora nel Museo sanremese.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lascito fu conservato da Bartolomeo Asquasciati, Sindaco di Sanremo dal 1878 al 1891, che aveva ospitato per lungo tempo la poetessa in una villa al Berigo ed aveva stretto con lei profonda amicizia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Caroline Phillipson fu anche presente a Mentana per il soccorso ai feriti e in altre occasioni fu sostenitrice delle battaglie garibaldine con elargizioni a sostegno delle campagne militari di Garibaldi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CAMPO 31 TOMBA 2236<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Aleksandra Andreevna Olsuf\u2019eva, <\/strong>nata <strong>Mikla\u0161evskaja <\/strong>(San Pietroburgo 1846 &#8211; Sanremo 1929).<\/p>\n\n\n\n<p>Contessa, appartenente all\u2019alta nobilt\u00e0 russa, era figlia di un grande possidente terriero, che era anche proprietario di una manifattura di porcellane. Spos\u00f2 il conte Aleksej Vasil\u2019evi\u010d Olsuf\u2019ev, fratello di sua madre, generale di cavalleria, filologo e scrittore, da cui ebbe due figli: Andrej (1870-1933), che spos\u00f2\u00a0Elisaveta Abamelek-Lazareva, e\u00a0Vasilij. I figli crebbero in un ambiente colto, interessatI alla letteratura, alla musica, all\u2019arte, alle lingue straniere;\u00a0d\u2019inverno\u00a0risiedevano nel palazzo moscovita di via Povarskaja e d\u2019estate nella tenuta di Er\u0161ovo. Nel 1911 fu nominata dama di corte dell\u2019imperatrice Aleksandra Fedorovna, consorte dell\u2019ultimo imperatore Nicola II.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo le rivoluzioni del 1917, lasci\u00f2 la Russia ed emigr\u00f2 con tutta la sua numerosa famiglia a Firenze, dove aveva una villa di propriet\u00e0, comprata anni prima dal marito. Trascorse gli ultimi anni di vita a Sanremo a Villa Rusalka, sulla collina del Berigo, che era stata trasformata in pensione, e dove le facevano spesso visita i famigliari e molti esponenti della diaspora russa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 8 marzo tornano le \u201cGiornate dello spolvero\u201d: appuntamento al Cimitero Monumentale della Foce Comune e Rotary Club Sanremo rilanciano le \u00ab\u00a0Giornate dello spolvero\u00a0\u00bb per la pulizia delle tombe del Cimitero Monumentale alla Foce: il primo appuntamento \u00e8 fissato per sabato 8 marzo, con partecipazione aperta a tutti, dalle associazioni ai singoli volontari. 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